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lunedì 18 marzo 2013

Il menù perfetto!



Come si fa a scegliere “il menù perfetto”? Perché si sa, gli allestimenti son belli, la cerimonia è emozionante…ma alla fine quello che gli invitati ricordano maggiormente è il momento del banchetto!
E quindi come fare ad accontentare i gusti di tutti? Come fare a non sfigurare?
Il consiglio base è di non esagerare! Anche se, specialmente nel sud della nostra bella penisola la tendenza è di realizzare pasti luculliani, che si protraggono per ore, il mio suggerimento è di rendere il momento del convivio rapido, leggero e perché no social.
Quindi il menù perfetto consiste di tre momenti fondamentali:

1.      Aperitivo: questa prima fase, a mio modesto avviso, è molto importante, è un po’ come un biglietto da visita, rappresenta infatti il primo momento in cui accogliete i vostri parenti e amici nella location. Si lascia quindi la solennità del rito, civile o religioso che sia, per rilassarsi e divertirsi insieme, il tutto accompagnati da un fresco cocktail di benvenuto, magari creato dal catering appositamente per il vostro evento. L’aperitivo quindi è il momento social del vostro ricevimento, in cui i vostri invitati potranno socializzare tra loro e conoscersi meglio.
In generale io consiglio sempre agli sposi di non farsi attendere, e quindi di non arrivare per ultimi all’aperitivo, bensì trovo di gran lunga più elegante che siano gli sposi stessi ad accogliere gli ospiti. In caso contrario vi consiglio di non lasciare assetati i vostri invitati, per cui d’obbligo il cocktail di benvenuto, e magari anche il buffet aperto!
Prediligete aperitivi ricchi in cui proporrete varie specialità che siano facili da mangiare senza l’uso di posate. Fate in modo che questo momento del banchetto non si dilunghi eccessivamente. A tal scopo fate predisporre dal vostro catering un numero limitato di sedute, all’incirca il 50%, in modo tale che gli ospiti siano piacevolmente costretti e muoversi, e a non attendere di essere serviti. Così facendo renderete più semplice la socializzazione, e anche più rapido il servizio. Solitamente un’ora risulta più che sufficiente!


2.      Pranzo/cena: sia che si tratti di un matrimonio di giorno, che di sera, l’ideale è che il momento a tavola non duri più delle due ore! Tenete conto infatti che per ogni portata è necessario all’incirca quindici, venti minuti, tra servizio e consumo da parte degli ospiti. In questo lasso di tempo proponete tre portate al massimo, (magari se si tratta di un pranzo è concessa anche una quarta portata), gestibili come meglio ritenete opportuno, e quindi due primi ed un secondo, oppure antipasto al piatto, primo e secondo, o ancora un primo, un secondo ed un dolce al cucchiaio, sempre molto raffinato.  Risulta particolarmente simpatico e gradito agli ospiti ricevere un mousse bouch, cioè un piccolo assaggio, una chicca dello chef giusto per preparare la bocca al pasto che segue. E il bis? Solitamente non lo consiglio perché abbassa un po’ il tono dell’evento, cercate quindi di realizzare aperitivi abbondanti in modo che il placè sia più che sufficiente, ma se proprio non potete farne a meno, allora prediligete il bis fatto dalla pirofila.



3.      Wedding cake – buffet dei dolci: senza dubbio il momento più emozionante!
La torta nunziale negli ultimi anni sta riscoprendo un’importanza notevole,infatti nel ricevimento, le si dedica un momento a parte! E’ la conclusione di tutto l’evento, sia del rito che del banchetto, per cui è opportuno prestare la dovuta attenzione alla sua presentazione, quindi sia all’estetica, all’allestimento, alla scelta delle luci più idonee, così come anche alla scelta della giusta posizione nella location, alla musica per creare l’atmosfera adatta, ma ovviamente non dobbiamo tralasciare l’aspetto principale: il gusto! Si tratta pur sempre di una torta, e tenete conto che magari molti dei vostri ospiti stanno aspettando con trepidante attesa questo momento per coccolare il palato con le golose delizie proposte dallo chef.
E dunque, il suggerimento resta sempre lo stesso: semplicità! Cercate di orientarvi su torte dal gusto semplice, e perché no anche classico, per poi poter dare libero sfogo alla creatività del vostro maitres patissier nel buffet dei dolci. A mio gusto, consiglio sempre le monoporzioni invece delle torte, sia perché risultano più semplici da servire, sia perché si evita l’effetto “vetrina della pasticceria”! Inoltre le mono porzioni consentono anche una maggiore varietà e possibilità di scelta per l’ospite.


Infine il vostro evento potrà essere ulteriormente arricchito da open bar, rummeria, immancabile confettata, caramelleria per piccoli (e grandi) golosi…insomma, ogni ricevimento può essere personalizzato in base ai vostri desideri e ai gusti dei vostri ospiti. Il mio consiglio finale è di tenere fissi nella mente elementi importantissimi per la perfetta riuscita del vostro wedding day, i due capisaldi da non dimenticare mai mentre effettuate ogni singola scelta: semplicità e sobrietà…perché come sempre dico less is more!

Alla prossima, la vostra wedding planner, Francesca.

martedì 12 febbraio 2013

Abito da sposa...istruzioni per l'uso!


Mie care future spose,
avete già cominciato a girare per atelier nella disperata ricerca del vostro abito perfetto?
Alcune di voi mi hanno scritto in preda al panico, e allora mi sono decisa a stilare una mini-guida sui diversi tipi di abito da sposa, con la collaborazione della nostra Donna Vittoria. Buona lettura, e ovviamente fatemi sapere!

Abito da Sposa Stile A-line
Il modello A-line è costituito da un bustino che fascia le forme, e da una gonna che tende via via ad allargarsi verso il fondo. Si tratta di un modello dalla vestibilità molto elevata in quanto ridisegna le proporzioni della figura senza costringerla o penalizzarla.

Abito da Sposa Stile Principessa / Abito da Sposa da Debuttante (Ball Gown)
E’ l’abito che quasi tutte le bambine sognano, quello da principesse, con la gonna ampia ed un bustino, di solito ricamato o comunque molto importante. La gonna generalmente per conferire ancora di più quel senso di maestosità, è realizzata in tulle o in duchesse di seta all’esterno, ed è rinforzata da una struttura in crinolina.
Questo tipo di abito può essere impreziosito da un meraviglioso bustino, magari tempestato di cristalli svarosvski, con stecche, per mettere ancora più in evidenza punto vita  e decoltè

Abito da Sposa Stile Palloncino

Dal sapore retrò e bon ton, questo modello è perfetto per spose che vogliono mettere in evidenza il loro gusto per il raffinato mondo vintage. Ideale per silhouette minute, il modello a palloncino pone l’accento sulla vita, enfatizzandola con cinture e piegoline strategiche. La particolarità di questo abito è la gonna che parte stretta nel giro vita, si allarga fino a diventare molto ampia, per poi chiudersi a uovo. Il modello a palloncino è davvero delizioso corto, ma anche lungo ha un grande fascino, tipico delle spose anni '50.

Abito da Sposa Stile Impero
Da Carolina Bonaparte ad oggi l’abito stile impero resta un classico intramontabile, per quelle spose che vogliono per il loro wedding day, un’allure estremamente raffinata e aristocratica.
Questo modello è ideale per slanciare la figura, il taglio sotto il seno, spesso enfatizzato da nastri, cristalli o ricami, consente di riproporzionare la figura, mentre la gonna, lievemente svasata, conferisce leggerezza, leggadria.
Molto diffuso negli anni ’30 -’40, resta una valida scelta per le spose mature, che vogliano sentirsi delle principesse del gusto.

Abito da Sposa Stile Scivolato 

Modello dalle linee morbide, dall’eleganza molto semplice e non ostentata, adatto a spose longilinee e snelle. Può essere minimale e velatamente sexy, stile sottoveste, con una sapiente doppia scollatura per sottolineare le forme e evidenziare le spalle, oppure arricchito con drappeggi e giochi di tessuto, che mettano in risalto punto vita e decoltè.Realizzato in tessuti morbidi e leggeri come seta, chiffon, duschesse di seta

Abito da Sposa stile Sirena
 
Abito decisamente sexy e sensuale, per spose che non temono di mostrare il corpo!
Fascia completamente la figura con un corpetto molto aderente fin sotto i fianchi, per poi restringersi progressivamente. La parte terminale della gonna può eventualmente aprirsi a candelabro, e creare un piccolo strascico. Adatto a fisici proporzionati, si tratta di un abito molto strutturato e fasciante.

Abito da Sposa Stile Peplo
Per chi vuole fare un tuffo nel passato e sentirsi una dea, l’abito stile peplo è perfetto. Il modello infatti prende ispirazione dalle tuniche dell’antica Grecia, dalle femminilissime matrone romane, unendo semplicità ed eleganza. Punti forte di questo stile sono il movimento del tessuto, enfatizzato dai plissè, e gli intrecci sapienti che sottolineano dolcemente le forme femminili.

Abito da Sposa Stile Redingote 

E’ uno stile decisamente solenne, caratterizzato dalla presenza di due tagli verticali che partono dalle spalle e proseguono per tutta la lunghezza del vestito fino all’ orlo. Questo tipo di abito è caratterizzato da una buona vestibilità, fasciante sul seno e con una svasatura su pancia e fianchi e crescente man mano che si raggiunge l’ orlo. Il punto vita, stretto, è posto leggermente più in alto della vita, pur non essendo così in alto come lo stile impero. L’ abito redingote prende il suo nome  da riding-coat, ovvero il soprabito inglese per cavalcare.
Abito da Sposa Stile Colonna/Tubino 
Estremamente elegante e raffinato, ricorda il modello a sirena, ma di fondo è completamente diverso perché non fascia le forme allo stesso modo. La gonna a tubo gli conferisce un’aria particolarmente raffinata, quell’eleganza un po’ retrò e vintage che fa pensare alle dive degli anni ’50, come la divina Grace Kelly.
E’ un abito che da il meglio di se con tessuti come pizzo macramè, ma anche mikado e duchesse.

Spero come sempre di esservi stata di aiuto, alla prossima,
la vostra wedding planner, Francesca.

lunedì 14 gennaio 2013

Parliamo di curriculum...



In queste settimane molte/molti di voi mi hanno contattato sia in pubblico che in privato per propormi vari corsi da wedding planner. Da qui ho dedotto di essere stata fin’ora poco chiara e di aver dato modo a frantendimenti.
In questo momento storico così difficile nel nostro Paese, sia dal punto di vista sociale che economico, il titolo del mio blog “Voglio diventare wedding planner” è un po’ come un grido di speranza, la speranza di tanti giovani che come me  hanno un sogno nel cassetto, che sta lì ad aspettare solo l’occasione giusta per essere realizzato!
Tanti giovani italiani che hanno un sogno che li aspetta, ma che intanto devono mettere i piedi per terra, perché non possono passare il loro tempo solo a sognare, ma impegnarsi e combattere ogni giorno per trovare un lavoro, magari anche accontentandosi, per poter cercare di guadagnare quella tanto sospirata indipendenza economica, per costruirsi una famiglia, comprare una casa, non pesare più sulle spalle dei nostri anziani genitori.
Insomma, “Voglio diventare wedding planner” è il mio sogno, la mia aspirazione, che giorno per giorno continuo a portare avanti, senza però dimenticare che oltre ai sogni esiste anche una realtà piuttosto difficile.

Ma nonostante ciò non mi arrendo, convinta del fatto che il mio sogno prima o poi uscirà dal cassetto! Come scrivo nel mio curriculum semi-serio, infatti, io sono già una wedding planner, e quindi il mio grido irriverente “Voglio diventare wedding planner” suona un po’ come una sorta di vera e propria protesta, perché nelle condizioni economiche attuali risulta molto difficile per quasi tutti noi aprire un’attività, intraprendere un nuovo progetto, insomma osare investendo sul proprio futuro.

Ma ora vediamo di essere più professionali, ma soprattutto più chiari…


Nata 28 anni fa in una ridente cittadina del sud della nostra cara penisola, ho studiato Ingegneria Civile, conseguendo la laurea triennale.
Una volta cominciato il percorso di specializzazione mi sono resa conto, visti gli scenari economici e lavorativi nazionali ed internazionali, che le mie competenze lavorative erano decisamente troppo settoriali. In più sentivo di aver completamente trascurato una parte integrante della mia personalità, per dare spazio alla natura puramente scientifica e tecnica dei miei studi. E così, rendendomi conto di essere professionalmente incompleta, per i miei canoni, ho deciso di accrescere le mie skills facendo esperienza in altri campi.
Quindi ho seguito un seminario sul project management per perfezionare la mia propensione al problem solving e all’organizzazione di un qualsiasi processo produttivo e/o progetto.
Nel gennaio 2011 ho seguito un corso come wedding and party planner a Milano presso l’agenzia ”Enzo Miccio weddings and events designer”(quindi in realtà io sono già wedding planner!).
Successivamente ho avuto modo di mettere in pratica ciò che avevo imparato come consulente esterna di un’agenzia di eventi in zona, e offrendo ad amici, parenti e conoscenti i miei preziosi consigli.
Contestualmente ero stagista presso una ditta di costruzioni e continuavo il percorso di specializzazione.
Ad oggi mi dedico a tempo pieno alle due uniche attività che realmente mi interessano: i miei studi specialistici in ingegneria strutturale, e ovviamente l’organizzazione di eventi, fornendo consulenza virtuale, e reale, ad amiche vicine e lontane che vogliono avvalersi della mia esperienza e del mio gusto.

A presto, la vostra giovane wedding planner, Francesca.

domenica 14 ottobre 2012

Ricorda...

"L'occhio della wedding planner deve arrivare più in là di quello degli altri..."

cit.Elena Bertuzzi, wedding planner.

martedì 9 ottobre 2012

Il primo passo...


Il primo passo per diventare una wedding planner, ovviamente è:

SEGUIRE UN CORSO DA WEDDING PLANNER!!!

Sembra una banalità a dirsi, ma in realtà è molto importante sottolineare che non ci si può improvvisare organizzatrice di eventi, si tratta di un lavoro vero e proprio, stressante, pesante, in cui è importantissimo avere una serie di competenze specifiche!!!

Il primo problema che sorge è: quale corso scegliere???

Come uscire dalla jungla di proproste??? Quale sarà il corso migliore, dato che sembrano tutti ugualmente allettanti, professionali, interessanti…ecc…ecc…???



Niente panico, la risposta è molto più semplice di quanto si immagini, basta avere le idee chiare, e seguire pochi piccoli accorgimenti:

1.Innanzitutto leggere attentamente l’offerta formativa, vale a dire i programmi, i contenuti offerti dai vari corsi! Non limitatevi ad una lettura sommaria, infatti un corso affinchè si possa definire come un buon corso deve abbracciare tutti gli aspetti relativi alla progettazione di un evento, compresi aspetti legali, finanziari…non solo “come predisporre i centro tavola”….per quello basta avere un po’ di gusto…siamo capaci tutti!!!

2.Feedback positivi! Ovviamente io non voglio stroncare le gambe a nessuno, ma insomma, penso sia preferibile scegliere un’agenzia che abbia alle spalle almeno un paio di edizioni di corsi, o che quanto meno abbia un minimo di esperienza nel settore matrimoni….altrimenti non avrete nulla da imparare!!!
3.Costo: mia nonna diceva sempre << tant’ spienn’ e tant’ appien’ >>…che tradotto in italiano significa “se spendi poco, poco ti trovi tra le mani”…quindi il mio consiglio è di non scegliere un corso solo sulla base di un fattore economico.

4.Se rilasciano o meno un attestato di partecipazione, e/o eventualmente prevedono la possibilità di un’iscrizione ad una qualche associazione di wedding planner. Questo è un aspetto molto importante perché alla fine del corso voi sarete (almeno sulla carta) organizzatori di eventi, ma senza nessun certificato, la semplice nomina vale ben poco! "Verba volant scripta manent" dicevano i latini.
Anche se ci terrei a precisare che in qualunque caso la legislazione italiana non ha ancora regolamentato perfettamente la posizione degli organizzatori di eventi, quindi non esiste un ente pubblico, statale che possa regolamentare le attività di queste associazioni, si tratta quindi di gruppi di privati, professionisti del settore che non costituiscono un ordine professionale, ma quanto meno si associano per fare in modo che nasca un mercato libero e senza concorrenza sleale.

Eventualmente a seconda delle agenzie, potete anche informarmi sull’eventualità di fare uno stage, cosa che difficilmente si riesce ad ottenere! Ed infine come ultimo piccolo consiglio fate sempre una ricerca sul curriculm vitae dei docenti con cui avrete a che fare, sia per un discorso di informazione, ma anche per non fare la figura delle sprovvedute una volta in aula…sapere in che settori hanno operato i vostri docenti, quali sono stati i loro ultimi lavori, è un piccolo vantaggio che potrebbe darvi anche la possibilità di approcciarli più agevolmente e di rompere il ghiaccio!

Insomma, aguzzate l’ingegno!;)

In conclusione, questi sono solo alcuni piccoli suggerimenti basati sulla mia esperienza, ma ovviamente ognuno può personalizzare la ricerca del corso ideale con i parametri che meglio si addicono alle proprie esigenze!

Non mi resta che dirvi in bocca al lupo!!!

A presto, la vostra giovane wedding planner, Francesca